
Vin(olio)sofia
Con due ettari di uliveti storici (cultivar Rosciola, Moraiolo) e due ettari di vigneto (cloni Cesanese di Affile), l'azienda Al Piglio si è affidata a una precisa filosofia. O meglio alla sua Vin(olio)sofia: puntare esclusivamente sulla alta qualità, senza accettare alcun compromesso nè sul terreno, nè al frantoio, nè in cantina.

L'olio è creato da Elisabetta Petrini, per lei il Piglio è un ritorno a sorpresa: culla ad Anagni, origini a Praga, il suo grande amore per i viaggi, la scrittura di Roma Caput Vini e la passione che ne ha fatto una sommelier dell’ Olio l’hanno portata sino a questa scelta . Il vino è invece seguito da Giovanni Negri, che dopo Serradenari nella Terra del Barolo (www.giulianegri.com) e una vita da politico e scrittore (Vinosofia, Il Sangue di Montalcino, L'Illuminato, Il Gioco delle Caste) si cimenta con un vino sul quale scommette apertamente: il Cesanese. Per il piccolo Jan , che partecipa da vicino, tutto per ora è un gran bel gioco e poi chissà.


Una Vin(Olio)sofia che ha già convinto Alain Ducasse e Les Collectionneurs, il network guidato dal prestigioso chef che raccoglie l'eccellenza dei piccoli resort e dei loro curatissimi ristoranti di campagna in Francia, Italia, Spagna e nella tedesca Valle del Reno.
«Persino la nostra cucina - spiega Elisabetta - è totalmente ispirata e in larghissima parte realizzata con ciò che facciamo negli uliveti, in vigna e nell' orto. Non so se la nostra sia gourmet o no, e francamente poco importa: certo è una cucina molto specifica, la si può gustare ma anche vedere, toccare, raccogliere a pochi metri dalla cantina».
Giovanni Negri questa filosofia la estende ben oltre l'azienda: «Le Terre del Cesanese sono una Provenza ancora inconsapevole. Meravigliose nella loro natura, arte, cultura e nel trovarsi a meno di un'ora dall' antica Roma e dalle acque del Circeo. Il loro vino potrà serenamente misurarsi con i più grandi italiani : da vino locale a vino globale».












